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Tania

Calabrese, nata nel 1983 in quel di Tropea. Per motivi di studio mi sono trasferita, prima a Milano e poi a Roma dove mi sono laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali con una tesi su “Le campagne elettorali online e il ruolo di Internet in politica”.
Adesso vivo in Calabria.
Da buona calabrese amo il buon cibo e il piccante.

Calabria modello di integrazione per tutta Europa

Cronaca e Attualità, Diritto, Esteri, Politica
19/09/2015 0 comments
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Parlare di immigrazione, soprattutto in questo periodo, è molto complicato. Siamo bombardati da notizie molto spesso ingigantite e negative che creano una vera e propria campagna di odio.
Forse può aiutarci a riflettere chi del pensiero ha fatto la sua ragione di vita, Kant il quale in “Per la pace perpetua” descrive come si possa sentire l’immigrato che scappa dal suo paese, e il cittadino che si trova ad ospitare. Il filosofo tedesco diceva infatti che Ospitalità significa il diritto che uno straniero ha di non essere trattato come un nemico a causa del suo arrivo sulla terra di un altro…un diritto di visita, che spetta a tutti gli uomini, il diritto di offrire la loro società in virtù del diritto della proprietà comune della superficie terrestre, sulla quale, in quanto sferica, gli uomini non possono disperdersi all’infinito, ma alla fine devono sopportare di stare l’uno a fianco dell’altro.

Superfice terrestre in quanto sferica.
Mi soffermerei un attimo sul concetto di sfericità e la collegherei al concetto di ruota che gira, che non si ferma. Un moto continuo, dove non si sa dove potremmo trovarci un domani, magari anche noi bisognosi di essere accolti.
Forse dovremmo partire da questo concetto per capire che la vita, e così anche le migrazioni sono cicliche. 50 anni fa è successo a noi, oggi tocca alle popolazioni del continente africano e poi chi lo sa.

Ospitalità.
Accoglienza quindi, ma non accoglienza in senso generico. Parliamo di buone pratiche di accoglienza, che esistono, che si gestiscono molte volte grazie all’aiuto di volontari e amministratori lungimiranti, che creano meccanismi nuovi e sani di integrazione.
Considerare i fenomeni migratori come ricchezza e non con una visione razzista è la strada da percorrere, e in molti centri dell’Italia, soprattutto del Sud Italia lo si fa da tempo.
In Calabria abbiamo esempi di integrazione che funzionano benissimo, da anni, basti pensare a Riace o ad Acquaformosa dove gli immigrati sono diventati una ricchezza per la popolazione stessa.
Paesi che si stavano spopolando, negozi, scuole, poste che stavano chiudendo. I sindaci di questi piccoli comuni calabresi, il primo nel Reggino e il secondo nel Cosentino hanno capito fin da subito che gli immigrati potevano salvare i loro paesi dall’isolamento.

Questi centri sono rinati, gli esercizi commerciali sono rimasti aperti, le scuole anche, e questo ha portato un indotto economico per tutta la popolazione stessa.

Su questa linea si sta muovendo anche il governatore della Regione Calabria Mario Oliverio, primo firmatario, tra le altre cose, di una lettera comune inviata all’UE, firmata da undici governatori dell’area del Mediterraneo, tra cui Rosario Crocetta ed Enrico Rossi, insieme a due colleghi francesi, due spagnoli e tre greci.
Gli enti locali chiedono di essere coinvolti negli accordi raggiunti e nelle decisioni che verranno: più avranno voce in capitolo, “più efficace sarà la soluzione alla crisi”. La ricetta degli 11 governatori quindi sono politiche comuni che “devono includere il diritto di asilo, la lotta comune contro le reti di trafficanti di esseri umani, un sistema di ridistribuzione basato su una responsabilità condivisa, gestione sostenibile dei centri di accoglienza, aiuti all’integrazione, lotta contro il terrorismo e promozione dei valori democratici e del dialogo”.

A maggio scorso è nata inoltre la campagna lanciata dalla Conferenza delle regioni periferiche marittime (CRPM) contro razzismo e xenofobia, all’insegna della solidarietà, battezzata ‘Siamo tutti mediterranei’.

Il modello che si vuole proporre è quello di buona accoglienza e la Calabria è in prima fila per lanciare un questo nuovo messaggio all’Europa. Tutti i paesi dell’Unione dovrebbe prendere esempio da questo modello e per una volta guardare la Calabria per i suoi aspetti positivi, per il suo profondo lato umano, non per altro.


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