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Silvia Serra

Giornalista pubblicista dal 1994, specializzata in Salute, Qualità della vita, Energie e Ambiente.
Dalla televisione alla radio, dagli audiovisivi al web.
ReiKi master e PNL master practitioner, online dal 1998.
Nata a Bologna, abitante della Terra, scrivo per curare il mio maledetto bisogno di realtà, verità, condivisione e amore.

Stampante 3D alta 12 metri: è realtà.

Agenda Digitale, App & Startup, Scienze
18/09/2015 0 comments

Alcuni anni fa, nei suoi spettacoli, in Italia, un anziano comico raccontava che, nel mondo, c’erano stampanti in grado di stampare oggetti!
Quelli che andavano ai suoi spettacoli pare ci credessero. Ma gli altri, tendenzialmente, lo pigliavano in giro…

Siccome tra il dire e il fare c’è di mezzo IL FARE, ecco che il 18, 19 e 20 settembre, a Massa Lombarda (Ravenna, Romagna), sarà presentata al pubblico la BigDelta 12m, STAMPANTE 3D alta, appunto, 12 metri!

E non solo! L’oggetto (apparecchio, colosso, come lo possiamo chiamare un coso così?) rientra in un ancor più ampio, rivoluzionario, progetto: la Maker Economy.
[dal sito di WASP – i genitori di BigDelta – leggiamo che]

La MakerEconomy è un nuovo modello in cui tutto può essere autoprodotto, dove esiste la possibilità di non dipendere quindi da entità invalicabili che detengono il monopolio produttivo. WASP è l’acronimo di World’s Advanced Saving Project e la nostra ricerca è incentrata sul benessere collettivo e la conoscenza condivisa. Non è necessario essere grandi per trattare grandi temi, sono proprio questi contenuti a dare un senso al nostro operato.

La casa, il cibo, il lavoro e la salute sono ciò di cui l’uomo necessita per vivere.

Ecco, cosa c’è di rivoluzionario! Essere indipendenti (che è già un bel passo verso l’essere liberi, volendo fare un po’ di giri filosofici).
Preciso, per amor di sincerità, che non trovo così futuribile la costruzione di case con stampanti 3D.
Sarà che mi pare più intelligente il recupero edilizio, della nuova edificazione tout court.
Sarà che ho qualche trascorso tecnico nell’edilizia, sarà che ho avuto dimestichezza con calcoli strutturali, materiali, indici e che, poi, mi piace l’idea di una casa costruita col legno (se avrò modo spiegherò le ragioni della mia, ponderata, preferenza) ma l’esigenza di una stampante di queste proporzioni per costruirci case, proprio, non la sento.

Tuttavia, col beneficio del dubbio e conscia delle mie lacune in tema di stampanti 3D trovo interessante questa sorta di manifesto, sempre sul sito in questione:

Gli aspetti da curare affinché chiunque possa coltivare da sé ciò di cui necessita in qualsiasi parte del mondo sono molteplici: occorre ridurre lo spazio di coltivazione, il quantitativo di acqua necessario e la possibilità di attacchi atmosferici o animali al fine di aumentare la produttività della coltura. E’ per questo motivo che abbiamo rivolto la nostra attenzione verso la coltura idroponica, la quale consente di avere un raccolto anche laddove il terreno non sia utilizzabile, con un impiego di acqua minimo rispetto a quella tradizionale.

Il terzo elemento del villaggio è un laboratorio, contenente altre stampanti 3D compatte, con le quali realizzare manufatti di ogni genere e creare lavoro.

Per realizzare la nostra visione, e quindi tutti i nostri obiettivi, abbiamo bisogno di molte conoscenze, di menti fresche, di un numero maggiore di ore giornaliero. Scherzi a parte, abbiamo bisogno di condivisione. Perché le idee che circolano consentono all’intelligenza collettiva di migliorare il progetto stesso.

L’era dell’artigianato digitale è alle porte, e alla portata di tutti.

Se riuscirò ad andare, vi farò sapere qualcosa di più, ok?

 

 


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