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Salvatore Esposito

Classe ’83. Metese della Penisola Sorrentina. Politica, Viaggi e Storia.
La Juve e gli Oasis.
Collaboratore di testate giornalistiche locali online e cartacee.
Diplomato all’Istituto Nautico di Piano di Sorrento e studi in legge all’Università Federico II di Napoli. Master in Psicologia Giuridica.
Amo la storia locale ed universale, la politica in tutte le sue mille sfaccettature e vagabondare per il mondo non come turista, ma con l’animo e la curiosità del

August Landmesser, l’uomo che non salutò Hitler

Informazione, Scuola
13/10/2015 0 comments
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La storia di una vecchia fotografia e di August Landmesser, un operaio del cantiere navale di Amburgo che nel 1935 aveva sposato Irma Eckler, una giovane ebrea di 22 anni, da cui ebbe due figlie. Le leggi razziali, entrate in vigore nel 1935, impedirono di riconoscere il loro matrimonio all’ufficio del registro del Comune di Amburgo.

Era il 1936, in Germania la dittatura nazista dominava incontrastata su la vita e le menti di troppi tedeschi affascinati dalla potenza oratoria del loro cancelliere, Adolf Hitler, una spietata “guida” che di li a poco avrebbe mostrato al mondo il lato più crudele ed osceno della sua follia sanguinaria. Ma non tutti chinarono il capo al terrore e al fascismo imperante. Anche in Germania uomini comuni, umili lavoratori, giovani studenti, decisero di mostrare – con gesti dimostrativi o la semplice “disobbedienza civile” – la loro volontà di non accettare la dittatura e la privazione delle libertà individuali. Tra questi figura anche un venticinquenne operaio del cantiere navale di Amburgo, August Landmesser, che unico fra centinaia di operai ed autorità, si rifiutò di eseguire il saluto nazista ad Hitler, rimanendo impassibile e a braccia conserte nel corso dell’inaugurazione della nuova nave scuola della marina militare tedesca, la Horst Wessel, il 13 giugno del 1936. Questo momento di libertà e di coraggio fu immortalato in una fotografia ritrovata soltanto nel 1991 – esposta nel Centro di documentazione “Topografia del terrore” presso il vecchio quartier generale della Gestapo di Berlino – e successivamente fu pubblicata sul quotidiano tedesco Die Zeit.

August Landmesser, nato il 24 maggio del 1910, era impiegato come operaio presso l’arsenale navale Blohm & Voss di Amburgo e fu membro del Partito nazionalsocialista dal 1931 al 1935 perché “costretto” dalla necessità di ottenere finalmente un posto di lavoro. Ma subito cominciò ad osteggiare il nazismo quando, divenuto padre di due figlie avute dalla moglie Irma – una giovane donna di religione ebraica – fu ritenuto colpevole di “disonorare la razza” e pertanto fu imprigionato due volte nel campo di concentramento di Börgermoor. Scarcerato soltanto nel 1941, fu assegnato immediatamente ai lavori forzati, ma nel febbraio 1944 – a causa della penuria di uomini abili alle armi – Landmesser, nonostante i suoi precedenti penali, fu arruolato nella Wehrmacht ed assegnato ad un battaglione di disciplina ove fu dichiarato “disperso in combattimento” nel corso di una missione militare nel Balcani.Solo nell’autunno del 1951 il Municipio di Amburgo riconobbe ufficialmente il matrimonio tra Landmesser e Irma Eckler (anch’essa deceduta il 28 aprile del 1942 nell’Istituto sanitario di Bernburg, dove i medici nazisti praticavano “l’eutanasia sui malati mentali”) e le figlie, Ingrid e Irene, sopravvissute alla guerra, ricevettero finalmente il cognome del padre.

 


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