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Oriana

Sono nata 29 primavere fa in una piccola cittadina del salernitano, nella quale vivo tutt'ora; ho prima conseguito il diploma in Perito informatico e commerciale con la votazione di 98/100 e poi ho intrapreso l'esperienza universitaria, laureandomi in Economia e amministrazione delle imprese, curriculum in marketing e distribuzione. MI sono avvicinata, dopo il conseguimento della laurea, al mondo del giornalismo collaborando attivamente con la redazione del quotidiano Roma Cronache di Salerno

KEEpizza. Il nuovo “cartone” per la pizza approvato da Gino Sorbillo

Ambiente, App & Startup, Viaggi e Turismo
19/09/2015 1 comments
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Fatte ‘na pizza lievete ‘o sfizio, così cantava Pino Daniele in una delle sue canzoni, un vero e proprio inno alla tradizione campana e nello specifico alla pizza.

Togliti uno sfizio, ci diceva, così la vita ti sorriderà. Ma non è sempre così, soprattutto se studi scientifici dimostrano che spesso la pizza è contaminata, soprattutto quella da asporto.
In Italia si calcolano 2 milioni di pizze da asporto al giorno, come ci viene detto da una recente ricerca condotta dal Corriere della Sera, e cio che maggiormente contamina il prodotto è proprio la scatola di cartone che la contiene.
Spesso, lo stesso cartone viene usato come piatto aumentando così i rischi di mangiare una pizza non più genuina. Se si attuano le opportune ricerche è facile imbattersi in una legge che vieta l’utilizzo della carta riciclata per gli alimenti.
Per far sì che il cartone possa essere utilizzato deve essere fatto con il 100% di fibra vergine e cioè con materiale di primo impiego. Intanto sarà capitato mille volte di ordinare una pizza e trovare una scatola umica, appiccicosa e di conseguenza una pizza che si “spappola”. Bene, questi sono tutti segnali che stiamo mangiando un prodotto trasportato in un contenitore illegale.
Ma pare che vi sia un’alternativa nel panorama dei cartoni pizza di qualità. E’ nato da poco KEEPizza, un rivoluzionario contenitore brevettato e destinato al trasporto della pizza che pare riesca a mantenerne anche la croccantezza nel rispetto della salute e dell’ambiente.
Ideato dalla Mangiato Srls, KEEPizza è un prodotto interamente made in Italy ed utilizza materie prime vergini di alta qualità e una quantità minima di inchiostro alimentare, al fine di ridurre ogni possibile contaminazione al prodotto.
Sembra che tale contenitore oltre a non contaminare il prodotto riesca a preservare per un oltre 15 minuti la struttura del cornicione e la croccantezza dell’impasto, e garantire l’assenza di umidità sul fondo, al fine di offrire una qualità confrontabile a quella apprezzata in una pizzeria.
Inoltre KEEPizza è altamente ecologico in quanto eliminata la griglia interna il cartone risulta pulito e quindi può essere buttato nella differenziata, garantendo ulteriore vita alla carta.
La qualità e la performance di KEEPizza è subito piaciuta agli operatori di settore, e uno dei pizzaioli più noti in Italia, come Gino Sorbillo, ne è testimonial e per i prossimi anni racconterà ai professionisti di settore perché utilizzare un cartone di qualità e con performance superiori sia fondamentale per dare valore al proprio prodotto.
Oltre al sito (www.keepizza.it) da cui si possono effettuare ordini diretti, KEEPizza è su Facebook dove si possono visionare anche dei video dimostrazione della performance del nuovo concetto di cartone.
Oriana Giraulo


  1. Gentile Oriana, gentile collega, con questo tuo articolo hai ridestato antichi ricordi di un settore di lavoro che non pratico più da quasi 10 anni: la cartotecnica.
    Il problema della pizza, non è solo della pizza, ma anche della ricotta, delle paste fresche , delle paste di pasticceria, delle pizzette da passeggio, etc., tanto per citare altri prodotti commestibili che hanno lo stesso problema.
    Hai giustamente scritto: “per far sì che il cartone possa essere utilizzato deve essere fatto con il 100% di fibra vergine e cioè con materiale di primo impiego” e hai anche spiegato che “se si attuano le opportune ricerche è facile imbattersi in una legge che vieta l’utilizzo della carta riciclata per gli alimenti”. E’ tutto sacrosanto, perché la questione è delicata, riguarda la salute del consumatore, la salute mia, quella tua, quella nostra.
    Infatti, quando si prende una pizza appena sfornata si ha un prodotto che emana calore, ha dell’umidità ed è composto da varie sostanze chimiche complesse: la farina, il lievito, l’olio, il pomodoro, il formaggio, etc, etc. Prima di entrare nel forno erano una cosa composita, usciti dal forno sono un’altra cosa: la pizza.
    Perché l’ho buttata nella chimica? Semplicemente perché è lì il problema. Infatti, nella lavorazione della carta ad uso alimentare con il 100% di fibra di cellulosa (che viene chiamata “puro vegetale”) si ha una lavorazione che non richiede l’uso di alcune sostanze chimiche come l’acido solforico e altro, che nella lavorazione delle carte riciclate sono utilizzate.
    Quindi, quando si appoggia la pizza appena sfornata su una carta “puro vegetale” non si hanno reazioni chimiche che possano impattare sulla nostra salute, mentre se si appoggiasse la medesima pizza su di una carta riciclata, il risultato non è lo stesso!
    Per affrontare questo problema i pizzaioli usavano mettere nel fondo delle scattole da pizza un foglio di “carta politenata” (è una carta che viene utilizzata in salumeria e consiste in un accoppiamento a caldo di carta con un film di pellicola plastica per uso alimentare), i più attenti potevano usare un foglio di “puro vegetale” (è quella carta che avvolge la ricotta).
    Già da alcuni anni c’è l’obbligo dell’ utilizzo della carta “puro vegetale” per la fabbricazione dei cartoni per pizza.
    Con questo commento spero di essere stato di contributo all’articolo della collega in Italiatoday.eu, Oriana Giraulo.

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