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Daniele Lamuraglia

Ho cominciato a leggere tre quotidiani al giorno dalla data del rapimento di Aldo Moro, spartiacque per la mia formazione culturale ed esistenziale (avevo 17 anni). Poco dopo mi sono iscritto alla facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri di Firenze (nata con lo scopo di creare la nuova classe dirigente politica in Italia), con l'intenzione di fare il giornalista.
Mi sono laureato in storia, ma dopo esser stato invitato ad alcuni convegni internazionali, ho conosciuto un importante regista di teatro, e la mia vita ha preso quella direzione. Ho realizzato molti spettacoli, ho pubblicato 3 libri di teatro, l'ultimo tradotto in inglese per Cambridge Scholar Publishing. Non ho però mai smesso di leggere a tutto campo, secondo una prospettiva umanistica, di filosofia, antropologia, psicologia, letteratura, tutti gli autori classici dal IV sec. a.C. ad oggi, ma ciò che mi ha segnato più profondamente è l'opera completa di Roland Barthes, uno dei padri della semiologia e dell'analisi dei linguaggi applicati alla comunicazione.
Ho avuto la possibilità di lavorare proficuamente per alcuni anni con un'agenzia di comunicazione, sperimentando il passaggio epocale al digitale e le nuove forme di informazione come i social network (twitter, facebook), ed in quel periodo ho pubblicato un saggio per "Quaderno di Comunicazione" diretto da Angelo Semeraro per l'Università del Salento; e due libri di divulgazione per ragazzi, per Mondadori e Focus Junior, che hanno avuto molto successo. In questo periodo sto collaborando per il Gruppo Espresso per la rivista di Repubblica Casa e Design.
Se dovessi descrivere una mia specificità nella comunicazione, direi che è quella di saper cogliere al volo le notizie, darne una valutazione secondo una scala che ne riveli lo spessore, smontare il legame tra fatto e interpretazione per risalire alla fonte, rimontarle secondo un respiro umanistico ed essere in grado di elaborare una scrittura originale ed efficace

Articles of Daniele Lamuraglia

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