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laura caputo

Nata a Milano (18.01.1945), ha visto il Sud per la prima volta a 18 anni e se n'è innamorata. E' vissuta in Francia per quasi trent'anni, collaborando con i principali quotidiani e riviste francesi e italiane e presenziando ai più significativi processi di due decenni.
Ora combatte la criminalità organizzata con l'arma che le è più congeniale: la penna.
Ha pubblicato: Il Castello di San Michele
Il silenzio dell'Arcangelo
Il suo motto è: contro la camorra pallott

La Calabria è lontana

Cronaca e Attualità, Informazione
23/11/2015 0 comments
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Ormai da un giorno, in Calabria più di quaranta comuni sono isolati, chilometri di strade impraticabili e la ferrovia interrotta. A Bagnara Calabra sono anche senz’acqua potabile, ciò che ormai è destinato ad accadere regolarmente perché la montagna, quando piove, frana e i detriti finiscono dentro a un serbatoio. Grazie Anas per aver lavorato al risparmio o, per meglio dire, nel disprezzo più totale delle conseguenze idro-geologiche dell’opera prodotta. Opera attualmente assai malconcia, fra l’altro.
Mi vengono in mente due considerazioni.
La prima riguarda i media. Come mai si sa così poco? Come mai le notizie e le foto arrivano a pezzi e bocconi da amici calabresi incontrati più che altro sul web (grazie Ruggero Brizzi per le foto)? Come mai non c’è stato, in questo caso, nessuno slancio empatico di sostegno, di fratellanza, nessuna mano tesa? Sarà che i calabresi sono un popolo taciturno e testardo che si rimboccherà le maniche e farà da sé, come spesso accade? Sarà che alcuni politici sono abituati a raccogliere voti in modo diverso da quello che consiste nell’interessarsi ai futuri elettori? Sarà che la Calabria ci è raccontata lontana, così lontana che ci sembra proprio un altro mondo?
La seconda riguarda l’Anas, che si definisce “”ge store della rete stradale ed autostradale italiana di interesse nazionale. È una società per azioni il cui socio unico è il Ministero dell’Economia ed è sottoposta al controllo ed alla vigilanza tecnica ed operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.”” Gestione ultimamente assai sfortunata: vedi i viadotti siciliani che paralizzano il traffico di alcune strade essenziali per il traffico della Sicilia, ma che importa? La Sicilia è lontana ed è toccato ai grillini, che pure pagano le tasse come tutti gli altri, rendere carrozzabile un’antica stazzera a spese proprie e in quattro e quattr’otto. Allora chiedo: chi pagherà le strade franate per incuria e incapacità in Calabria? che le ricostruirà e in quanto tempo?Palizzi Vaccarizzo Albanese chiesa di Bovalino


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