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laura caputo

Nata a Milano (18.01.1945), ha visto il Sud per la prima volta a 18 anni e se n'è innamorata. E' vissuta in Francia per quasi trent'anni, collaborando con i principali quotidiani e riviste francesi e italiane e presenziando ai più significativi processi di due decenni.
Ora combatte la criminalità organizzata con l'arma che le è più congeniale: la penna.
Ha pubblicato: Il Castello di San Michele
Il silenzio dell'Arcangelo
Il suo motto è: contro la camorra pallott

Sindaco antimafia riceve due ambiti riconoscimenti, ma l’establishment lo ignora

Cronaca e Attualità, Informazione
28/09/2015 2 comments
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Si chiama Enrico Bini e ha un curriculum lunghissimo e diversificato, ma qui lo chiamano il sindaco camionista, per via dell\’aver dato vita a una società di trasporti guidando lui stesso il primo camion.

E\’ stato presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, ma solo per un mandato perché – mi spiegarono – <<parla troppo>>. Infatti andava instancabilmente in giro a parlar male delle varie mafie, in particolare della \’ndrangheta che, come tutti sappiamo e come Aemilia ha provato, a Reggio è ormai di casa. Aveva anche messo a disposizione dei soci un supporto legale e psicologico per chi, vittima di estorsioni, ricatti e pizzo, avesse voluto chieder consiglio per ribellarsi.

E\’ stato eletto sindaco a Castelnovo ne\’ Monti RE con una maggioranza bulgara perché i suoi concittadini lo conoscono da sempre e sanno quanto vale. E\’ il sindaco capofila dell\’Unione dei Comuni per un totale di 36.000 abitanti e anche lì ne combina di tutti i colori, fino a far annullare appalti indetti al massimo ribasso e vinti da una ditta che ha offerto il 50% di sconto, perché si sa come vanno le cose e non servono grandi conoscenze per chiedersi come è possibile produrre a metà prezzo. Forse non si pagano gli operai oppure si pagano al nero. Forse si utilizza materiale ottenuto chissà come. Forse, più semplicemente, non si porta a termine l\’opera ma si incassano i quattrini, basta leggere qualche istruttiva paginetta della mai abbastanza ricordata indagine Aemilia.

Accade che questo sindaco esemplare riceva, grazie al suo instancabile operato, il riconoscimento \”comune mafia free\”, da due Associazioni Antimafia congiunte, RES e Fondazione Angelo Vassallo, con la partecipazione di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto e alla presenza del dott. Raffaele Ruberto, prefetto di Reggio E. Accade anche che Enrico Bini sia contattato dalla Fondazione Ambrosoli perché si rechi al Piccolo di Milano per ricevere un ulteriore riconoscimento.

In quest\’Italia spesso governata da amministratori dal comportamento discutibile, soprattutto non accade spesso che, individualmente, quattro associazioni di indiscutibile levatura riconoscano il comportamento integro e fattivo di una singola persona in un campo così pericoloso quanto quello della lotta alla mafia.

Ci si potrebbe dunque aspettare che, in questi giorni di festeggiamenti, anche l\’establishment invii un segno qualunque di congratulazione, magari solo in telegramma. Invece no: il silenzio. Perché?


  1. Conosco Enrico Bini e ne apprezzo l’onestà e la sincerità del linguaggio. Gli auguro di cuore che gli vengano sempre riconosciute le sue innegabili capacità di governo anche in futuro.
    i.f.

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