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laura caputo

Nata a Milano (18.01.1945), ha visto il Sud per la prima volta a 18 anni e se n'è innamorata. E' vissuta in Francia per quasi trent'anni, collaborando con i principali quotidiani e riviste francesi e italiane e presenziando ai più significativi processi di due decenni.
Ora combatte la criminalità organizzata con l'arma che le è più congeniale: la penna.
Ha pubblicato: Il Castello di San Michele
Il silenzio dell'Arcangelo
Il suo motto è: contro la camorra pallott

Calais, città di frontiera

Esteri, Europa
30/09/2015 0 comments
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Guidare un camion che va in Inghilterra passando da Calais rappresenta ormai un gravissimo pericolo, tanto che i trasportatori stanno orientandosi a cercare un altro valico di frontiera o addirittura un trasporto che non preveda la GB come destinazione.
Parliamo dei muri antiprofughi eretti nell’Europa dell’Est, criticandoli perché – come ha saggiamente detto Francesco con la lungimiranza del papa – i muri prima o poi cadono e le frontiere si aprono.
Non parliamo però del “muro” che ha eretto la Gran Bretagna a protezione delle sue coste per impermeabilizzarle ai profughi che vengono dal Sud e attraversano l’Italia poi la Francia, scegliendo l’Isola come destinazione finale. Infatti tutti i metodi sono buoni da parte di quest’ultima per rendere invalicabili le sue frontiere, mentre i rifugiati adottano qualsiasi mezzo per attraversare la Manica.
Infilarsi in un rimorchio, dice l’esperienza, è il sistema più comodo e meno pericoloso, benché diversi morti si siano ormai contati anche con questo mezzo. All’inizio, qualche autista compiacente oppure avido che aprisse le porte del veicolo o girasse la testa dall’altra parte mentre i profughi si accomodavano fra bancali e cartoni c’era. Poi le leggi si sono fatte rigide e le sanzioni più gravi. Oltre alla multa (intorno alle 3,000 £ per persona trasportata) e il sequestro cautelativo del mezzo, spesso c’è l’arresto del conducente: metodo dissuasivo, non c’è che dire. Tant’è vero che, di camionisti compiacenti, ce n’è sempre di meno.
Allora ci si infila nel rimorchio mentre il veicolo è in coda. Non c’è la coda? si provoca. C’è un catenaccio? Ecco che un passeur arriva con un’adeguata tronchesi. Il camion non si ferma? si sale su un cavalcavia e si gettano mattoni e sassi verso i parabrezza: si fermerà pure!
Si calcolano a circa 3,000 i profughi accampati a bordo autostrada, si calcolano in un migliaio ormai i diversi agenti presenti. Incredibilmente anche inglesi perché – udite, udite! – l’Inghilterra ha ottenuto dalla Francia l’autorizzazione a mandare i propri e ad effettuare i controlli anche prima e non solo dopo la traversata della Manica. I tafferugli sono all’ordine del giorno e la gente di Calais, che all’inizio guardava con simpatia e comprensione ai profughi, ora è stufa e preoccupata.
Una situazione che sembra irrisolvibile, dunque, anche perché la GB si è detta disponibile ad accettare la sua quota di profughi, ma non di quelli che stazionano a Calais. Andranno a prenderseli in qualche campo turco – hanno detto – proprio per impedire qualsiasi illusione: da Calais non si passa.


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