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Giovanni Gambardella

Giornalista pubblicista, Social Media Editor e scrittore.
Laureato in "Scienze della comunicazione" (S.Orsola Benincasa) in data 29/04/2014 con tesi in "Social Media Activity: Gestione delle pagine Facebook ed interpretazione degli insights"
-Giornalista pubblicista da Marzo 2011 avendo collaborato con il quotidiano "Roma", con la testata on line "Intersociale.com", con l'emittente televisiva Televomero per il programma "Pianeta Intersociale"
Da Maggio 2011 fino a Marzo 2

Non dimenticate mai di essere stati bambini

Scuola, Social Network
21/10/2015 0 comments
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Per chi non lo sapesse, questo piccolo spazio (Foto)  in cemento e mattonelle, per tanti anni, è stato il luogo dove, per me ed i miei amici, si sono svolti i più grandi campionati di calcio mai giocati (gratis) nella storia del pallone.

Uno contro uno, uno contro uno “porta americana” , due contro due, tre contro tre; a volte azzardavamo addirittura un confusionario, ma divertente, quattro contro quattro.

Porta Tedesca, gare di calci piazzati; pallavolo.
Linee del campo, che ci facevano sentire ancora più professionisti, rigorosamente calcate con il gesso prima di ogni match.

Il campo in cemento con le linee marcate era quello che ci bastava per passare intere giornate lontano da telefonini ed apparecchiature tecnologiche.

Le ragazzine, probabilmente più mature di noi, si truccavano per essere ancora più belle (e guardate) ma, perso per k.o. tecnico l’incontro con il “Super Santos” (ancora arancione) si vedevano costrette a tifare per i loro nuovi paladini dello sport (noi che ci gasavamo un sacco con il pubblico) o, nella peggiore delle ipotesi, erano costrette a scendere in campo al fianco degli stessi.

Avevamo uno spazio conquistato nel quale dimostravamo di essere fantasiosi, giovani e sani; il nostro pensiero volava lontano da quelli che potevano essere – e sono – i rischi di “contagio” di una vita “disonesta” che in una città come la nostra si ripropongono all’ordine del giorno ed aleggiano come avvoltoi pronti a fiondarsi sulla prossima debole vittima.

A noi, anni fa, bastava uno spazio, questo spazio.
A noi, come ai bambini e ragazzini di oggi.

Lo spazio che da ieri, 19/10/2015, alcuni adulti hanno deciso di occupare (forse infastiditi dal “musicale baccano” dei bambini divertiti) con delle discutibili strutture per contenere piante.

Quando ho potuto osservare lo scenario in foto ho capito che:

il momento nel quale dimenticano di essere stati bambini è lo stesso momento nel quale, gli adulti, smettono di sognare ed iniziano, un po’, a morire dentro.

NON DIMENTICATE MAI DI ESSERE STATI BAMBINI!

 

Fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1039313462769892&set=a.102401313127783.5749.100000737443869&type=3&theater

 


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