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Geppina Landolfo

Giornalista con trascorsi da editor. Sono fatta di carta come i libri e i giornali. Praticamente un animale in via di estinzione. Redattore del quotidiano "Roma" di Napoli.

Franco Landolfo: il premio, mio padre

Ambiente, Comunicazione, Informazione
19/10/2015 0 comments
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C’è tempo fino al 31 ottobre per presentare le domande di partecipazione alla quarta edizione del premio di giornalismo “Francesco Landolfo”. Indetto da Ordine dei Giornalisti della Campania, Sindacato Unitario Giornalisti Campania, quotidiano “Roma” e Arga Campania, vuole valorizzare le intuizioni e l’impegno di Francesco Landolfo – vicedirettore del “Roma”, segretario dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e fondatore dell’Arga Campania – nella formazione dei giovani colleghi e premia i migliori servizi giornalistici sui temi legati all’ambiente, all’agricoltura e alla ricerca scientifica in Campania.
Franco Landolfo era mio padre. E oggi sono nove anni che un infarto se lo è portato via. Era il 19 ottobre del 2006.
Che sia stato proprio il suo grande cuore a tradirlo è una circostanza che adesso, dopo tanto tempo, mi suscita un sorriso amaro. Generoso oltre l’immaginabile negli affetti come nella professione, mi ha insegnato la lealtà e l’abnegazione. È a lui che penso le sere in cui maledico il giorno in cui mi sono lasciata contagiare dalla malattia di questo mestiere, il più bello e il più bastardo. Lo immagino seduto alla sua scrivania, a casa o al giornale, mentre smanetta sul web, per correre dietro ai tempi. Non correre, papà. Rallenta. Sono io che ancora cerco di starti dietro. Siamo noi che ancora cerchiamo di imparare quel tuo bel modo di vivere nel mondo e tra la gente.
Il premio è diventato, anno dopo anno, un focus sull’informazione in Campania per quanto riguarda i temi legati all’ambiente e al territorio, dimostrando che, a dispetto della crisi che investe il settore, il nostro giornalismo gode di ottima salute. Anche grazie ad esempi come quello di Franco Landolfo, che ha vissuto la professione come una missione, raccontando i fatti sempre con spirito critico e onestà intellettuale. Affido oggi il suo ricordo a una foto sbiadita dal tempo, che lo sorprende in tipografia per la prima uscita del nuovo “Roma”. Era la notte del 12 ottobre del 1996.
Grazie a tutti coloro che ogni anno rinnovano l’impegno perché l’eredità morale di un uomo e di un giornalista, che tanto ha dato alla professione e ai colleghi, non vada dispersa. Quell’uomo, quel giornalista, era mio padre.


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