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domenico pennone

Giornalista, lavoro per la Pubblica Amministrazione e dirigo Metronapoli.it. Ho collaborato tra gli altri con il Sole24ore e Guida Normativa Italiana.

L’italia a due velocità anche sui Social della PA

Agenda Digitale, Economia e Finanza, Social Network
18/09/2015 1 comments
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Dal primo report sulle strategie di comunicazione sui social media delle Regioni italiane dovrebbe essere l’Emilia Romagna la Regione più social d’Italia, davanti a Valle d’Aosta, Puglia, Piemonte e Lazio.
L’indagine realizzata da DeRev Consulting – la startup fondata da Roberto Esposito e specializzata in strategie digitali, crowdfunding e social media – fotografa o stato di salute dei social media delle amministrazioni regionali, analizzando strategie, capacità di gestione ed attività di comunicazione delle Regioni italiane attraverso i propri canali istituzionali su Facebook, Twitter e YouTube.
I risultati delineano essenzialmente tre tipologie di approccio ai social, che diventano determinanti ai fini della classifica finale. Le migliori nell’interpretazione della filosofia e della pratica dei social network sono Emilia Romagna (particolarmente efficace su Twitter), Valle d’Aosta (con il maggior numero di iscritti in rapporto alla popolazione), Puglia (prima per numero di iscritti in valore assoluto, ben 82.695), Piemonte, Lazio, Lombardia ed Umbria: la loro comunicazione istituzionale segue ritmi costanti e calibrati su principi di resilienza. Con un approccio più conservativo, invece, Basilicata, Marche, Molise (con il più alto tasso di coinvolgimento degli utenti su Facebook), Abruzzo, Campania, Sardegna e Veneto: hanno attivato canali social senza presidiarli realmente, secondo le necessarie regole d’ingaggio degli utenti. A seguire, Toscana (prima su YouTube con 687.767 visualizzazioni), Trentino Alto Adige, Sicilia, Liguria e Friuli Venezia Giulia: dimostrano un marcato disinteresse per il panorama dei social network, con un tasso di coinvolgimento quasi nullo. In ultima posizione la Calabria, che non è presente su nessun social network.
Netto il divario tra i numeri ottenuti dalle singole Regioni e quelli dei rispettivi Presidenti. Ben 1.633.862 sono gli iscritti ai canali “personali” dei governatori. 462.759 gli utenti che, invece, seguono quelli delle Regioni, in un rapporto di uno a quattro.
all’interno del report abbiamo è stato infatti scelto di analizzare due diversi parametri: uno comprendente tutti gli indicatori di riferimento per le Regioni, ed uno rivolto a misurare esclusivamente il pubblico dei presidenti di Regione. In questa speciale classifica, dominano incontrastati Debora Serracchiani (333.746 iscritti), Nicola Zingaretti (331.293) e Vincenzo De Luca (171.097), davanti a Michele Emiliano, Enrico Rossi e Luca Zaia. Ultimi Mario Oliverio e Augusto Rollandin, che possiamo definire dei veri a-social”.
Il tasso di impatto percentuale sui residenti delle singole regioni ottenuto mettendo in relazione il numero degli iscritti e la popolazione di ogni regione presentano un tasso di coinvolgimento compreso tra il 5,83% della Basilicata e lo 0% virtuale delle regioni sul fondo della classifica, con la Valle d’Aosta come unica eccezione.
L’indagine di DeRev ha preso in esame le pagine e gli account ufficiali delle Regioni, senza considerare quelle eventualmente dedicate a singole attività, assessorati, dipartimenti o agenzie. L’analisi è stata svolta in merito ai tre principali social media Facebook, Twitter e YouTube attraverso una serie di indicatori quantitativi e qualitativi. Sono state dunque stilate diverse classifiche che, unite tra loro, generano la graduatoria complessiva: numero di iscritti in valore assoluto, numero di iscritti in rapporto alla popolazione, valutazione qualitativa della gestione, tasso di coinvolgimento degli utenti su Facebook, tasso di efficacia della comunicazione su Twitter, media delle visualizzazioni ai video su YouTube.

Il report completo è scaricabile gratuitamente dal sito http://blog.derev.com/download.


  1. franco said on 21/09/2015

    Io credo che molte regioni abbiano attivato i loro account ma che nessuno le segua realmente visto che molti dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni siano totalmente “ignoranti” in fatto di social network ma più in generale di quel minimo di tecnologia essenziale a questi anni.

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