Profile Photo

Bianca Clemente

Ho studiato, ho studiato tanto per scoprire di non aver mai imparato nulla

I Comuni italiani atteraverso l’esperienza dei social network

Agenda Digitale, Comunicazione, Politica, Social Media, Social Network
15/09/2015 1 comments
Share on Facebook0Share on LinkedIn0Share on Google+0Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Si scrive Open Data, si legge Trasparenza, significa Partecipazione. E’ la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. La condivisione dei dati tra le Pubbliche Amministrazioni ma è anche la porta alla condivisione al pubblico, alla cittadinanza. Ma siamo ancora ai primordi. Molto dipende dalle competenze tecniche e dalle dotazioni tecnologiche. Eppure è una filosofia di vita alla quale ormai le Amministrazioni Pubbliche si stanno confacendo, nolenti o volenti.
La tecnologia capitalizza l’efficienza, la cultura sociale e soprattutto una buona qualità di vita per ogni singolo cittadino. Il 3 marzo scorso L’Agenzia per l’Italia Digitale, facente capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha reso pubblico un dossier per la strategia governativa di diffusione delle competenze digitali 2014-2020, pubblicando limiti ed efficienze attuali.
Scuola, Sanità, Enti locali, Comuni, Regioni, .. tutto deve essere interconnesso ed accessibile e soprattutto dietro tutto questo ci devono essere competenze, chiarezza e trasparenza. In genere si registra un aumento forte della presenza dei comuni italiani sui social network : in totale 461 profili ufficiali su tutto il territorio italiano, con una percentuale del 6% del totale dei comuni italiani attivi su Twitter.
I dati più completi li fornisce il Dipartimento della Funzione Pubblica : doverosamente menzionando la recente approvazione del Decreto di Semplificazione della PA – (Legge 7 agosto 2015 n.124) -c’è da segnalare che il Dipartimento Funzione Pubblica ha incaricato l’Università di Modena e Reggio Emilia (Dip. di comunicazione e economia) di condurre una ricerca sull’uso dei social network da parte dei Comuni.
Prima le aziende private e ora le pubbliche amministrazioni hanno iniziato a gestire profili e pagine di diversi social media, con l’obiettivo di creare maggiori spazi di dialogo con gli utenti e i cittadini.
Ad oggi mancava in Italia una ricerca su scala nazionale che fornisse una fotografia ad alta risoluzione del fenomeno social della PA: la testimonianza di qualche esperienza, più o meno positiva, non era sufficiente a capire i trend in atto e a fornire indicazioni sulle possibili trasformazioni future.
L’Università di Reggio Emilia ha raccolto i dati forniti da oltre 200 comuni di medie-grandi dimensioni, permettendo di descrivere con maggiore precisione lo stato dell’arte del web 2.0 nelle amministrazioni comunali e di fare alcune valutazioni sui primi anni di investimento nei social media nonchè di formulare alcuni suggerimenti utili per l’uso futuro dei social network all’interno dei comuni e nelle relazioni tra questi e i cittadini.
Dai dati raccolti, è emerso che, negli ultimi 3 anni, il 45% dei comuni che ha partecipato all’indagine hanno investito in social media.
Gli strumenti nei quali si è investito più diffusamente sono risultati, nell’ordine, Facebook, YouTube, GoogleMap, Blog, Twitter.
I comuni italiani di medie e grandi dimensioni (sopra i 15.000abitanti) sono 709. Quelli che hanno partecipato alla ricerca rispondendo al questionario on line sono stati 206, cioè il 29% della popolazione di riferimento. In particolare, hanno preso parte all’indagine: il 75% dei capoluoghi di regione, il 46% del totale dei capoluoghi di provincia
Da un punto di vista geografico, tutta l’Italia è ben rappresentata dal campione di rispondenti. Infatti i comuni che hanno risposto al questionario costituiscono: il 53% dei comuni del Nord, il 34% dei comuni del Centro, il 20% dei comuni del Sud, il 18% dei comuni delle Isole.


  1. franco said on 21/09/2015

    Be certo sarebbe bello se questi dati fossero reali ma provate a chiedere una carta in qualche comune oppure un bilancio non ve lo daranno mai e poi inutile che diacno che le amministrazioni sono su facebook e twitter se poi le stesse amministrazioni bloccano ogni qualsiasi accesso a facebook o addirittura solo a youtube.

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *