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Anna

Dottoressa in Comunicazione e Studentessa di Development and International Cooperation, Sapienza.

La guerra dei tempi e il salone dell’editoria sociale

Scuola, Viaggi e Turismo
08/10/2015 0 comments
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La Roma Bella, quella di cui si sente poco parlare, ci offrirà l’opportunità di partecipare ad un evento culturale tra i più interessanti della stagione. Si tratta del Salone dell’editoria sociale, giunto alla settima edizione e intitolato “Gioventù bruciata. Tra crisi e riscatto”. E’ facile capire di cosa si tratta, in fin dei conti l’etichetta dell’evento onestamente si fa manifesto, preannunciando l\\\’apertura di uno spazio dove la scrittura si appropria di un ruolo sociale ben definito, quello di guida e portavoce di un comune sentire.

La manifestazione avrà luogo a Roma tra il 22 e il 25 ottobre nel quartiere Testaccio. Sono previsti incontri e tavole rotonde con scrittori, giornalisti di note testate come Internazionale e Il Corriere della sera, ma anche professori e sociologi, tra cui l’incontro molto atteso con la statunitense Saskia Sassen.

Tutti raccolti nello spazio di Porta Futuro per parlare di questa famosa “gioventù bruciata”, che sembriamo incarnare perfettamente, occupata ad illudersi che tutto vada per il giusto verso, tra l’ultimo modello di I-phone e la partita del fine settimana.

Ho realizzato negli ultimi mesi di non conoscere anche solo una persona dell’età compresa tra i 23 ai 30 anni che sia soddisfatta della propria vita o delle proprie scelte. Siamo noi questa nuova generazione di insoddisfatti cronici sospesi in una terra di mezzo tra lo splendido passato dei nostri genitori in cui anche le cose basilari, come poter mettere su famiglia, erano possibili, e un futuro arido che tradisce ogni promessa fatta. Eppure siamo noi il futuro, un tempo che deve ancora venire, le cui radici sono minate prima della sua venuta. E ad ognuno di quelli che, dall’alto della propria saggezza costruita negli anni facili, ci dice Historia magistra vitae, possiamo rispondere che la storia degli ultimi anni ci ha insegnato solo che dalla crisi economica e spirituale che abbiamo e stiamo attraversando, ne esci con le ossa rotte a colpi di parole spese dai personaggi che si esibiscono sul palco politico. Una generazione di “nati stanchi” che avrebbe voluto vivere la propria giovinezza sperimentando la vita e che invece è diventata un esperimento, alla mercè di chi riveste cariche politiche sempre più alte, sempre più forti.Se non altro i più acuti di noi, sospinti dalla necessità di sopravvivere affineranno le capacità adattive, dovendo aggirarsi in una giungla e combattere strenuamente per ritagliarsi un ruolo in questa tragica commedia. E’ buffo trovarsi sulla vetta di una montagna di paradossi storici, dove siamo la prima generazione dopo la seconda guerra mondiale ad avere meno opportunità di chi ci ha preceduto. Perennemente in bilico tra la sopravvivenza ad un magnifico passato in cui sono state gettate le basi già marce per un futuro compromesso, bloccati in un presente fragile. Sempre a combattere in una guerra dei tempi.

Allora forse questo è l’evento di cui avevamo davvero bisogno, un momento di riflessione per noi giovani e per gli adulti. Tutti insieme a prendere atto della realtà che stiamo vivendo, fatta di appuntamenti dallo psicologo per superare lo stress contemporaneo che sta riformulando le basi delle nostre vite, di calici di vino innalzati per brindisi futili, perché tanto queste sono le uniche cose su cui possiamo concentrarci per non cedere al’ansia, e di serate al cinema fatte per guardare magnifiche storie e dimenticare le nostra poco magnifica quotidianità.


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