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Alberto Marzetta

Comunicatore professionista, mi interesso di politica, ambiente, economia solidale e nuovi stili di vita.

Da sud a nord si apre una grande opportunità politica

Cronaca e Attualità, Esteri, Europa, Politica
16/09/2015 0 comments
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E’ molto facile connettere il successo di Syriza a quello di Podemos a quello, ultimo in ordine di tempo, di Corbyn, segretario neo eletto del Labour Party in Inghilterra. Tutti questi si raccordano su posizioni contro le politiche di austerity, per un Europa (potremmo dire “per una politica”) più dalla parte dei cittadini e meno subalterna all’economia, alla finanza, alla tecnologia.

Credo che, al di là degli elementi di similitudine appena citati, gli aspetti più interessanti che avvicinano questi partiti/movimenti siano due: non vinceranno le elezioni (non subito!) e, a differenza di altre posizioni presenti, ad esempio, nella politica italiana (faccio riferimento all’attuale minoranza congressuale Pd), dichiarano una “vocazione maggioritaria” che li differenzia sostanzialmente dalla ” difesa di una parte o dei più deboli”.

I due elementi vanno, in effetti, a braccetto: i fattori dirompenti di alcune posizioni (reddito di cittadinanza, nazionalizzazione, stop alle privatizzazioni, primato del welfare, primato della questione ambientale, gestione solidale della questione migranti, ecc.) si scontrano con un mainstream culturale, politico ed economico che pone (talune) ovvie resistenze. Come ben ricorda Lucia Annunziata su Huffington Post, tante rappresentanti dell’establishment di mezza Europa trovano fuori moda, fuori tempo, fuori logica alcune delle idee che, invece, stanno alla base di queste proposte politiche. Dato che questa resistenza non è propria solo delle elites, ma abita la maggioranza (appunto) di noi cittadini-elettori, ci vorrà molto tempo e molta pazienza perché le “nuove idee” possano divenire maggioranza. Con ogni probabilità le Cassandre d’oltre Manica (e non solo) avranno ragione quando Corbyn, forte del 60% al Congresso, non andrà al potere.

Ciò che tuttavia differenzia e rende forti queste posizioni è la portata “maggioritaria” che queste hanno in sè. In sostanza perderanno perché non sono (ancora) maggioranza, non perché frammentati in tante minoranze che rappresentano questo o quell’altro interesse, questo o quell’altro politico. Ma nel motivo della (possibile, non sia mai che qualcuno sostenga che io sia un gufo!) sconfitta c’è anche il seme della forza.

Mi pare che la crisi economica, della rappresentanza e quella sensazione di vivere in un periodo decadente da un punto di vista politico, possano aprire le porte proprio ad un cambio di paradigma che, in qualche modo, modifichi le priorità. E’ possibile che i diritti siano estesi. Che l’ambiente venga prima della produzione. Che talune spese (welfare, sanità) non si taglino. Che i beni comuni ritornino ad essere tali e siano difesi e “mantenuti pubblici”.

Esiste una concreta possibilità che tutto questo succeda, ma dato che “l’amministrazione” di un tale cambiamento richiede una visione complessiva in grado di abbracciare la maggioranza perché sia sostenuta, solo chi si propone come forza “a vocazione maggioritaria” può riuscire nell’intento. Portando innovazione e offrendola a tutti. Raccontando storie di senso e agendo concretamente.

Syriza, Podemos, il Labour di Corbyn, il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico… chi tra questi potrebbe riuscirci?

 

foto: International Business Time

 


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