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Poste Italiane si quotano in Borsa

Economia e Finanza
15/10/2015 0 comments
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498 milioni di azioni sul mercato. Forchetta di prezzo che oscilla tra i 6 e i 7,5 euro per ogni titolo. Il 70% dell’offerta riservato ad investitori istituzionali

Oggi è il grande giorno di Poste Italiane. Parte il collocamento in Borsa con il fine di dare il via alla contrattazioni da martedì 27 ottobre. Sul mercato andrà fino ad un massimo del 34,7% del capitale che potrebbe salire al 38,2% – per un controvalore di 498 milioni di azioni – se l’azionista Tesoro deciderà di esercitare integralmente la greenshoe. Dipenderà dall’andamento del titolo nei primi di giorni di contrattazione. Se il prezzo salirà il Tesoro collocherà la restante parte aumentando il flottante altrimenti la terrà come riserva.
Il valore
La valorizzazione del capitale della società è stata fissata tra un minimo di 7,8 miliardi ad un massimo di 9,7 miliardi. Dipenderà dal valore di apertura del titolo martedì 27 ottobre. La forchetta prevista è compresa tra i 6 e i 7,5 euro per azione con una partecipazione sul mercato oscillante tra i 2,7 e i 3,7 miliardi. La quota che andrà sul mercato verrà divisa in due: per il 70% sarà riservata agli investitori istituzionali, per il restante 30% al mercato retail, compresa una tranche da 14,9 milioni di azioni riservate ai dipendenti ai quali saranno garantiti due lotti da 50 azioni l’uno che potranno acquistare chiedendo un anticipo sul trattamento di fine rapporto. La società guidata da Francesco Caio ha immaginato un premio fedeltà per chi acquisirà azioni di Poste al suo collocamento e le terrà per un anno con un bonus share quantificato in un 5% (un’azione gratuita ogni 20) che salirà al 10% per i dipendenti. Il modello di privatizzazione, negli obiettivi del Tesoro, «assicurerà la presenza di un azionariato diffuso, anche tenendo conto del servizio di pubblica utilità che Poste Italiane svolge e dei piani di investimento che l’azienda ha avviato».

[Fabio Savelli su Corriere.it]


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