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le api, centraline di controllo ambientale

Ambiente, Scienze
23/11/2015 0 comments

Giocano un ruolo essenziale negli ecosistemi come insetti impollinatori, estraggono dal nettare dei fiori un prodotto naturale per eccellenza, il miele ed ora diventano anche insetti guardiani dell’inquinamento. Alle api è stato infatti affidato il compito di monitorare i possibili inquinanti provenienti da una discarica di rifiuti. Tutto questo succede nella discarica controllata “La Cornacchia” che, nel comune di Maiolati Spontini, in provincia di Ancona, da oltre 20 anni raccoglie i rifiuti solidi urbani e i rifiuti speciali. Qui quattro arnie, una vera e propria stazione di bio-monitoraggio, segnalano eventuali stress ambientali da inquinamento chimico (prodotti fitosanitari, metalli pesanti e radionuclidi). Dal loro utilizzo, alcuni anni fa, fino ad oggi non hanno registrato mai alcun valore fuori norma. “La presenza in discarica delle api, controllate da anni seguendo uno specifico protocollo, – ha detto Nunzio Isidoro, Professore Ordinario dell’Università Politecnica delle Marche – è la dimostrazione scientifica che l’impianto non ha alcun effetto sull’ambiente circostante, sull’aria, sulla nostra salute.Attraverso analisi cliniche sulle api e sul miele prodotto, finora non è stata rilevata alcuna presenza di inquinamento da fitofarmaci e non si è mai verificato il superamento dei valori di riferimento di metalli pesanti per le aree industrializzate”. Proprio la discarica marchigiana è stata presentata al Forum Rifiuti di Legambiente come un modello di gestione ecosostenibile e quale best practice a livello nazionale nella raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti. Oltre al progetto innovativo di utilizzo delle api, la discarica per migliorare la qualità ambientale del territorio, ha inaugurato l’Oasi della Biodiversità, un interessante progetto di riqualificazione del territorio e di recupero della biodiversità autoctona. Il progetto, realizzato da Sogenus, la società pubblica che gestisce la discarica, in collaborazione con l’Orto Botanico “Selva di Gallignano” e con C.Re.Ha. Nature Soc. Coop., spin off dell’Università Politecnica delle Marche, come primo intervento ha ridotto l’impatto ambientale della discarica ripristinando gli equilibri strutturali e funzionali dell’ecosistema. Sono state, poi, piantumate in 104 aiuole 13.956 piantine tipiche dell’ambiente autoctono, di notevole interesse mellifero e paesaggistico, per creare un vero e proprio giardino didattico. Nel 2014 è stata elaborata una Cartografia della Vegetazione informatizzata, utilizzata come strumento di monitoraggio della vegetazione e come riferimento per l’interpretazione dei dati provenienti dai biomonitoraggi condotti attraverso bioindicatori (ad esempio il lichene, il carabide e l’anellide). “La Cornacchia – ha dichiarato Mauro Ragaini, Direttore Generale di Sogenus – è una discarica controllata all’avanguardia, moderna ed efficiente e l’Oasi della Biodiversità rappresenta un ulteriore passo avanti verso una gestione sempre più attenta alla salvaguardia dell’ambiente”.

[da Econews]


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